La strategia di elettrificazione della Casa di Hiroshima si arricchisce di un capitolo di rilievo con l'introduzione sul mercato europeo della nuova Mazda 6e. Con questo modello, il costruttore giapponese rientra nel segmento delle grandi berline da viaggio (la lunghezza complessiva si attesta a 4,92 metri) adottando un'architettura nativa a zero emissioni e proponendo forme filanti ispirate alle linee di una coupé. La variante oggetto del test, equipaggiata con il pacco batterie da 68,8 kWh e declinata nel vertice di gamma Takumi Plus, unisce prestazioni scattanti a una dotazione di serie particolarmente ricca, posizionandosi sul mercato italiano con un listino prezzi competitivo pari a 45.500 euro.
Sotto il profilo del comportamento dinamico e della meccanica, la Mazda 6e adotta la trazione posteriore ed è spinta da un motore elettrico sincrono in grado di erogare una potenza massima di 258 CV (190 kW) e una coppia di 320 Nm. La prova su strada ha evidenziato doti di accelerazione notevoli, con uno scatto da 0 a 100 km/h coperto in 7,6 secondi e una velocità massima autolimitata a 175 km/h. L'assetto della vettura garantisce un'eccellente stabilità: nei percorsi guidati l'auto si corica pochissimo di lato, affrontando le curve in modo piatto e preciso. Il comfort di marcia è supportato da un'accurata insonorizzazione dell'abitacolo e da una taratura delle sospensioni che assorbe con efficacia le asperità del fondo stradale, sebbene lo sterzo sia stato giudicato fin troppo leggero per i conducenti che ricercano una risposta più comunicativa.
La gestione energetica mostra una dinamica particolare in fase di ricarica rapida: la versione con accumulatore standard da 68,8 kWh (con chimica litio-ferro-fosfato) accetta potenze in corrente continua (CC) fino a 165 kW, permettendo di rigenerare la pila dal 10% all'80% in circa 24 minuti (equivalenti a circa 235 km recuperati in un quarto d'ora). Questo dato si rivela paradossalmente più efficiente rispetto alla variante Long Range da 80 kWh, la quale è limitata a 90 kW e richiede 47 minuti per la medesima operazione. L'autonomia media ufficiale dichiarata per la configurazione in prova si attesta a 479 chilometri nel ciclo WLTP.
L'abitacolo riflette un'attenzione rigorosa verso la qualità costruttiva, traendo ispirazione dal concetto estetico giapponese del "ma", orientato alla valorizzazione degli spazi aperti e minimalisti. L'allestimento Takumi Plus si distingue per un ricercato abbinamento cromatico e materico che accosta la pregiata pelle Nappa a inserti in tessuto scamosciato con motivo trapuntato sulle portiere e dettagli color legno sulla consolle. L'abitabilità è ottimale sia per i passeggeri anteriori sia per quelli posteriori, che dispongono di ampio spazio per le gambe e di poltrone avvolgenti riscaldabili e ventilate. La nota dolente dell'architettura interna risiede tuttavia nella capacità del bagagliaio: con una volumetria utile di soli 336 litri, il vano risulta poco capiente in rapporto ai quasi 5 metri di lunghezza della vettura.
Il comparto tecnologico digitale è dominato da un rapido sistema multimediale provvisto di uno schermo touchscreen centrale da ben 14,6 pollici ad alta risoluzione, affiancato dal quadro strumenti Digital Cockpit e da un impianto audio immersivo Sony con 14 altoparlanti. L'interfaccia soffre però di una marcata digitalizzazione delle funzioni secondarie: l'assenza di comandi fisici analogici impone di gestire attraverso i sottomenù del display centrale non solo l'impianto di climatizzazione automatico bizona e il volume della radio, ma persino la regolazione geometrica degli specchietti retrovisori esterni, un'impostazione a sfioramento che può generare distrazione durante le fasi di guida.
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